
TOSCANA APPROVATA LEGGE AMIANTO
14/09/2013
MONFALCONE ITALCANTIERI, 13 CONDANNE
17/10/2013
Quest’anno si celebrerà il 50° triste anniversario della tragedia del Vajont, la terribile tragedia “annunciata”che ha causato la morte di 2.000 persone, la distruzione di intere famiglie e di interi paesi. 2000 Vittime del profitto, perchè pur sapendo che la frana sarebbe caduta non si è fatto nulla per salvare la vita delle persone,
gli interessi economici hanno prevalso rispetto al valore delle vite umane.
gli interessi economici hanno prevalso rispetto al valore delle vite umane.Come ogni anno, ci sarà un presidio, la notte tra sabato 5 e domenica 6 ottobre, nei pressi della frana per una “NOTTE BIANCA PER NON DIMENTICARE”.
Il comitato dei Superstiti del Vajont ha invitato varie associazioni a partecipare e a condividere quel momento in cui – come d’abitudine – la sera verrà acceso un falò ai piedi della diga e si raccoglieranno vari gruppi e associazioni per raccontare e condividere le diverse memorie ed esperienze.
La nostra associazione ,che rappresenta le vittime del profitto dell’amianto, parteciperà all’evento insieme a molte altre associazioni. In preparazione della Notte Bianca per non dimenticare abbiamo organizzato a Paderno Dugnano ,insieme ad altre associazioni del territorio, alcune iniziative per “lavorare sulla memoria” e raccontare soprattutto alle nuove generazioni, la storia della diga del Vajont, la tragedia, e la ricostruzione .
Portare la solidarietà delle Vittime dell’Amianto ai Familiari e Superstiti del Vajont e delle altre tragedie provocate dall’uomo in nome del profitto, presidiare con loro sulla diga nella ricorrenza di quella tragedia, ci sembra un’ottima occasione per “sentirci” meno soli e portare comunque alla ribalta storie che si tende a voler dimenticare.
Facendo nostre le parole di Paolo Cacciari dalla prefazione del libro “Vajont l’onda lunga” di Lucia Vastano:
“la domanda fondamentale che dobbiamo porci è : ma i nostri figli, tutti coloro che sono venuti dopo, cosa sanno di tutte queste tragedie? Cosa hanno capito? Lavorare sulle memorie, quindi, per riacquisire una memoria collettiva è una sorta di dovere morale che abbiamo nei confronti delle vittime innocenti.”
Lorena Tacco AIEA PADERNO-DUGNANO





